Caffè in Chicchi: le proprietà del Caffè in grani

Il caffè in grani è una delle bevande più bevute e amate al mondo. Le varianti del caffè sono numerose, dal caffè espresso al caffè all’americana, non esiste adulto che non abbia mai gustato una classica tazza di caffè. Il caffè è diventato un rito, per molti rappresenta  una buona abitudine, e soprattutto, al mattino appena svegli, per quasi tutti un buon caffè è un piacere.

Le origini del caffè risalgono all’anno 1000, quando i commercianti arabi portarono dai loro viaggi in Africa il Caffè in Chicchi, da cui traevano per ebollizione una bevanda eccitante chiamata qahwa. Il caffè si diffuse in Europa soltanto nel XVII secolo con il nome di “vino d’Arabia” grazie ai commercianti veneziani.

Il caffè, con il suo aroma inconfondibile e il gusto forte e amaro, si ricava dalla tostatura e successivamente dalla macinatura delle bacche dell’omonima pianta di caffè, che assume denominazioni specifiche in base alla specie impiegata per la sua produzione. 

La pianta del caffè è un albero sempreverde appartenente alla famiglia delle Rubiacee. La pianta può arrivare fino a dodici metri di altezza. La Coffea Arabica rappresenta la varietà più conosciuta (¾ della produzione mondiale) e viene denominata Arabica. E' originaria della penisola arabica ed è coltivata attualmente sia nei luoghi di origine sia in altri paesi del Centro e Sud America, su terreni di montagna ricchi di minerali (infatti più alta è la quota, migliori risulteranno le qualità organolettiche del chicco di caffè tostato). Le varietà più diffuse in Italia sono la varietà Arabica e la varietà Robusta, che hanno differenze sia qualitative (i caffè Arabica sono molto profumati, dolci, rotondi, leggermente acidi; i caffè Robusta sono invece spigolosi, astringenti, poco profumati e più amari), sia quantitative nella loro composizione chimica.

La tostatura dei semi dura 15 minuti e viene eseguita tramite correnti di aria calda a 240 °C, in questa fase i chicchi di caffè si trasformano in grani leggeri e di color bruno intenso. In questo fondamentale quarto d’ora, si formano circa 800 sostanze volatili che sono i responsabili del principali del gusto e dell’aroma del caffè tostato, insieme ai pigmenti marroni, le melanoidine, sostanze prevalentemente non assorbite dall’intestino e la cui struttura e ruolo sono oggi di grande interesse per il loro potere antiossidante.

Il caffè in chicchi contiene centinaia di sostanze e le caratteristiche chimiche variano in base alla specie della pianta, al luogo di crescita e alla lavorazione delle drupe, oltre che alla tostatura dei semi e al processo termico che trasforma il chicco verde in chicco tostato, cioè pronto per essere macinato e utilizzato per la preparazione del caffè.

La caffeina caratterizza il caffè, ma non si trova esclusivamente in questa pianta, visto che troviamo la caffeina anche in numerosi vegetali, come nei semi di cacao e nelle foglie del tè. Per la presenza della caffeina, il caffè rientra tra i cibi nervini, ovvero in grado di stimolare il sistema nervoso migliorando l’attenzione e lo stato di allerta. La caffeina innalza il dispendio energetico e ha un quindi un effetto termo genetico nell’uomo.

In conclusione, il caffè, quando consumato in dosi moderate, fa addirittura bene, rappresentando una buona fonte di antiossidanti.

Vi chiederete, quante tazze di caffè possiamo consumare? Considerando che la quantità di caffeina preferibilmente da non superare è di circa 2-3 mg al giorno per kg di peso corporeo e tenendo presente che una tazzina di espresso o moka contiene dai 40 agli 80 mg di caffeina, il quantitativo di 3-5 tazzine al giorno è quello che permette al corpo di non far accumulare la caffeina ma di metabolizzarla nell’arco della giornata.

Che ne dite di un buon caffè?

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